"Aspettarsi che tutti i bambini,della stessa età,imparino allo stesso tempo,usando gli stessi materiali...è come aspettarsi che tutti i bambini della stessa età,indossino allo stesso tempo la stessa taglia di vestiti."
COLLABORANO A QUESTO SITO:
Dott.ssa in Giurisprudenza Priscilla Scicolone (Luiss Roma)
Dott.ssa in Psicologia Anna La Guzza (Milano)
Docente Universita' Tor Vergata Prof.Aurelio Simone (Roma)
Docente Universita' di Venezia Prof. Enrico Cerni (Venezia)
Dott. Psicoterapeuta Onofrio Peritore (Licata)
Dott. in Psicologia clinica Scicolone Rosario (Lumsa Roma)
Dott. ssa in Danzaterapia (Ada Licata D'Andrea Licata)
Dott. Gianluca Lo Presti Esperto in DSA ADHD
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GLI ALUNNI DELLA CLASSE
1^B:Daniele,Arianna,Roberta,VincenzoP.,Hilary,Gemma,Simona,Alessandro R.,Gaetano,Calogero,Francesco,Flavio,AlessandroS.,Serena,Antonino,Antonio,Giorgia,Ferdinando,Alice,Kadija,Alessia,
Karim,Alberto,Vincenzo N.,Edisea,Gabriele. Tutti i genitori degli alunni

Grazie a tutti per la collaborazione

sabato 9 aprile 2016

Un dettato al giorno toglie gli errori di torno


un dettato al giorno
Qualche giorno fa ho letto un articolo che riguarda proprio il ritorno dell’uso del dettato nella scuola elementare in Francia. L’annuncio è stato dato dal Ministro francese dell’Istruzione, Najat Vallaud- Belkacem, il quale ha illustrato i nuovi programmi scolastici per il 2016. Secondo questi programmi, infatti, già dal prossimo anno i nostri colleghi francesi delle scuole elementari, dovranno far fare ai loro studenti un dettato al giorno, al fine di evitare i frequenti errori ortografici, grammaticali e sintattici che insorgono nella lingua scritta e per garantire una solida base per tutti gli studenti e una corretta padronanza della lingua.
Ricordiamo infatti che in Francia il dettato è la prima prova della maturità liceale e vi è inoltre una tradizione di gare di dettato in cui si sono cimentati anche scrittori e intellettuali. E se una mela al giorno toglie il medico di torno, diciamo pure che: “ un dettato al giorno toglie gli errori di torno ” anzi più che errori oserei dire…”orrori”.

giovedì 7 aprile 2016

Scuola, la rivoluzione dei maestri senza zaino e senza voto

di Alex Corlazzoli
“La scuola la vorrei senza pagelle e con tante cordiali chiacchiere con i genitori, perché, alla fine, invece di una bella pagella, si abbia un bel ragazzo, cioè un ragazzo libero, sincero, migliore comunque”.
Sono le parole di un uomo diventato maestro appena finita la seconda Guerra Mondiale: Mario Lodi, l’autore di Cipì.
“Quando introduciamo competizione, tensione verso il risultato, disuguaglianze per gradi di prestazione, classificazioni, divisioni, neghiamo – scrivono nella petizione gli amici di “Senza Zaino” – in pratica il diritto delle bambine e dei bambini, delle ragazze e dei ragazzi al piacere di apprendere, di star bene con gli altri, di imparare ognuno con i propri tempi facendo quel che può. Il voto disturba la crescita, l’autostima, abbassa la considerazione di se stessi e degli altri. Per scuola della responsabilità intendiamo una scuola dove gli alunni sono protagonisti nel e del loro apprendimento, che decide con loro i punti di forza e i punti deboli su cui occorre migliorare. Se utilizziamo la valutazione per costringere, intimidire, giudicare, confrontare produciamo e distribuiamo feedback valutativi che sostanzialmente si traducono in giudizi su se stessi e sul loro valore come persone”.

Cortometraggio sull’incanto di essere diversi

For the Birds è una metafora della vita stessa; ci troviamo davanti ad una comunità di uccelli che abita su un filo elettrico, ma potrebbe essere una comunità di vicini o l’aula di una scuola, dove essere diverso è motivo di burle e critiche.
A volte è meglio che ci critichino per essere diversi piuttosto che ci accettino per esserci adattati agli altri, per essere uguali a coloro i quali un giorno ci hanno rifiutato e disprezzato.

lunedì 4 aprile 2016

In Australia, un bus-libreria per bambini


russ the buss sydney festival lava biblioteca su ruote per bambini
Per le strade di Sydney, nei giorni dell’ultimo Sydney Writers Festival ha fatto la sua comparsa Russ the bus, il divertente autobus-biblioteca progettato dai designer di LAVA, multiforme realtà attiva nella progettazione architettonica, con sedi a Sydney, Shanghai, Stoccarda e Berlino.
Nei giorni della manifestazione – tra le più importante rassegne dedicate alla letteratura in Australia, con la presenza di autori locali e internazionali – circa 4.000 studenti di 28 diversi comprensori scolastici hanno varcato la soglia della biblioteca mobile, scoprendo un affascinante microcosmo in grado di ridurre le distanza con il mondo dei libri.
Al suo interno (nella foto in apertura, di Alphonsus Fok) Russ the bus - con il suo design giocoso e un astuto impiego del colore – disponeva di quattro zone interne adibite a diverse funzioni – cabina del conducente, area multimediale, biblioteca e area gioco. Pratico, resistente ed economico, si è rivelato capace di ospitare fino a 20 bambini contemporaneamente, offrendo loro spazi per attività, ma anche sedute stabili e sicure per gli spostamenti.

domenica 3 aprile 2016

La quiete dopo la tempesta

Litigare in presenza dei bambini non è una buona norma, come ci ricorda Simona Vezzuto in questa semplice filastrocca...

Ansia infantile: sintomi e disturbi correlati



di Ana Maria Sepe
L’ansia non è solo una prerogativa dell’adulto; infatti molti bambini e adolescenti vivono un disagio che può durare a lungo e in modo significativo ne lla loro vita. Questo disturbo se non trattato tempestivamente, può portare a:
Ripetute assenze a scuola o mancato completamento del periodo scolastico
Deterioramento nei rapporti con i coetanei.
Bassa autostima.
Abuso di alcool o altre droghe.
Problemi di adattamento in situazioni sociali
Disturbi d’ansia permanente in età adulta.
-Disturbo d’Ansia Generalizzato: Bambini con questo disturbo sono estremamente preoccupati per le loro attività; di tipo scolastico, sportivo o nel relazionarsi coi coetani. Questi soggetti in genere sono molto ubbidienti, ma insicuri, introversi e sono fondamentalmente chiusi in cameretta davanti al pc. Essi possono lamentare mal di stomaco o altre condizioni che sembrano avere una causa fisica. In eta’ più adulta configurano disturbo evitante della personalità.

Disturbo d’Ansia di separazione: I bambini con questo disturbo spesso hanno difficoltà a lasciare i loro genitori per andare a scuola o al campo estivo, e non amano per niente rimanere da soli. Spesso, loro si “aggrappano” ai genitori di fronte altre persone ed hanno difficoltà ad addormentarsi. Il disturbo d’ansia di separazione può essere accompagnato da una costante tristezza o paura che un membro della famiglia possa morire. Tra i disturbi d’ansia è quello più comune tra i bambini.

-Fobie: i Bambini affetti da fobie sono coloro che vivono le paure in modo eccessivo rispetto a determinate situazioni oltre che ad oggetti reali. Il disturbo può concentrarsi su animali, tempeste, l’acqua, luoghi alti o situazioni come essere chiusi in uno spazio ristretto. I bambini che sono terrorizzati non accettano di essere criticati o giudicati duramente dagli altri. In tal caso consiglio fortemente di non forzare il bambino a superare determinate situazioni ma è opportuno intervenire in modo adeguato al fine di non invalidare la loro vita.

Disturbo di Panico: gli “attacchi di panico” nei bambini si esplicitano senza motivo apparente. I sintomi di un attacco di panico sono accelerazione cardiaca, sudorazione, vertigini, nausea o sensazione di morte imminente. L’esperienza è così terribile per il bambino da configurare frequenti attacchi di panico generati dalla paura stessa a tal punto da creare un circolo vizioso. Questi bambini tendono essenzialmente ad allontanarsi da fattori che secondo loro potrebbero essere motivo d’ansia come la scuola.

mercoledì 23 marzo 2016

Non serve ferire per insegnare né soffrire per apprendere

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Per insegnare la bellezza della vita, non servono grida, brutte parole o atteggiamenti severi. Non c’è bisogno di soffrire per scoprire che sapore ha l’allegria; se così fosse, la felicità apparirebbe come una stella irraggiungibile.
Se la vostra infanzia è stata segnata da un’educazione autoritaria e severa, saprete voi stessi che, lungi dall’ottenere risultati positivi, i metodi troppo duri spesso lasciano nell’anima l’impronta delle numerose carenze affettive, insufficiente affetto e mancati riconoscimenti.
L’arte dell’educazione s’intesse attraverso l’affetto, le emozioni e l’acuta saggezza di chi comprende che insegnare significa imparare due volte, e che apprendere deve sempre essere un piacere.
C’è chi è convinto del fatto che il miglior apprendimento derivi dalla sofferenza. In realtà, si tratta di un’idea piuttosto estrema che non può essere applicata alla leggera. L’aver sofferto ci insegna sicuramente il valore di determinati aspetti, ci consente di scoprire strategie e spesso ci indirizza sul giusto cammino da percorrere.
Ebbene, seppur nella vita l’apprendimento derivi dal tempo e dall’esperienza, la possibilità di partire da una base solida e sicura come un’infanzia felice – durante la quale imparare a costruire legami forti e duraturi –, vorrà dire essere già a metà strada. Insegnare non significa soltanto trasferire conoscenza e regole. Per insegnare, non c’è bisogno di soffrire né di ricevere urla o rimproveri: insegnare significa educare alle emozioni per essere forti nella vita.

Insegnare è l’arte di accendere la curiosità

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Appare ovvio che nessuno possa conoscere la ricetta per dare ai propri figli una felicità autentica e duratura. Ebbene, un aspetto da non dimenticare è che per educare, bisogna capire, intuire e soprattutto “costruire”.
La felicità, il rispetto e l’allegria sono anch’esse chiavi per l’apprendimento della vita, poiché ci insegnano ad essere forti, ci aiutano a capire ciò per cui vale la pena lottare, e soprattutto, ciò che vale la pena mantenere in vita.
Chi non ha conosciuto la felicità nella sua infanzia non può che guardare la vita con diffidenza e timore. Durante i primi anni di vita, la sofferenza non insegna nulla: essa limita piuttosto il corretto sviluppo del bambino. Non dimenticatelo.
Crescere nella paura porterà a vivere sottoposti ad alti livelli di stress e ansia.
L’apprendimento acquisito attraverso metodi severi non lascia tracce, bensì cicatrici indelebili nell’anima. Ciascuna emozione negativa che il bambino interiorizza nella propria mente e nel proprio cuore, comporterà una mancanza e una ferita nell’adulto di domani.
Per insegnare, non è necessario imporre, non serve alzare la voce o proibire: ciò di cui c’è bisogno è la capacità di accendere la curiosità. Diceva Paulo Freire che insegnare non è trasferire conoscenza, ma creare le possibilità per produrre e costruire conoscenza. E ciò potrà ottenersi soltanto mettendo in azione un’adeguata Intelligenza Emotiva, attraverso il rispetto e l’affetto sincero da donare sempre al bambino.

sabato 19 marzo 2016

Festa del papà 2016, quando i grandi geni della storia sono genitori terribili di Davide Turrini

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Cosa hanno in comune Galileo Galilei, Jean-Jacques Rousseau, Alessandro Manzoni, Albert Einstein, Lev Tolstoj, Charlie Chaplin? Senz’altro un’irrefrenabile e sregolata genialità, ma anche l’innata e testimoniata capacità di essere pessimi padri, raccontata nel pungente saggio "Grandi uomini piccoli padri"Galilei ebbe tre figli mai dichiarati per vergogna o “nati per fornicazione”. Dell’epistolario della primogenita Virginia s’è detto, come dei silenzi del padre, definito dai biografi come “uomo crudele” che “sa misurare le distanze tra pianeta e pianeta ma non tra cuore e cuore”.
Rousseau, padre della moderna pedagogia ed illuminista, ebbe 5 figli e li portò tutti, tutti non quattro o tre, appena nati, all’ospizio dei trovatelli: “il primo fu un atto risoluto, senza il minimo scrupolo”, “l’anno dopo stesso inconveniente, medesimo espediente”, e via così. Lo faceva perché pensava, a sua detta, che con lui sarebbero stati peggio perché non poteva mantenerli.
Manzoni di figli ne ha avuti dieci. E anch’esso di fronte ad una delle figlie, Matilde, sbattuta lontana, mantenuta da altri, che lo implorava via lettera di andare a trovarla perché malata di tisi stava per morire, lui temporeggiava, cinque anni di assenza totale, pensando ai suoi bachi da seta e ai suoi gelsi “forse verrò a fine estate”. “Non volse mai a sua figlia uno di quegli sguardi profondi che il poeta gitta nel cuore umano che riservò al cuore dei suoi personaggi”.

SEI FORTE PAPA'


PER ESSERE UN BUON INSEGNANTE DEVI AVERE:

venerdì 18 marzo 2016

Perché è cosi importante l’autostima infantile?

autostima
L’autostima è uno dei sentimenti più importanti per condurre una vita felice. Per costruire e mantenere un benessere sociale ed emotivo è fondamentale credere in se stessi.
A cosa serve l’autostima infantile?
Anche e soprattutto per i bambini, un livello di autostima sano aiuta a costruire relazioni positive. Inoltre, un bambino che crede in se stesso è un bambino che avrà meno difficoltà a sfruttare quelle che sono le sue potenzialità. Infatti, l’autostima infantile è importantissima per costruire una personalità in grado di affrontare le piccole grandi vittoriedella vita. Credere in se stessi aiuta a:
• Sviluppare capacità d’amare ed essere amati.
• Sentirsi in grado di affrontare in maniera sana i piccoli grandi successi.
• Superare, in maniera positiva, i fallimenti.
Come si forma l’autostima infantile?
Secondo lo psicologo statunitense Marshal Rosemberg, la formazione dell’autostima è strettamente legata alle valutazioni degli altri. Il bambino è come una spugna. Assorbe le emozioni che lo circondano, percepisce chiaramente gioie e dolori, ansie e insicurezze. Per questa ragione è importantissimo costruire un ambiente idoneo, sereno, sicuro, tranquillo.
La vita da adulti è fatta di responsabilità. Spesso però si tende ad associare il concetto di responsabilità alle esigenze materiali (come il lavoro, la casa, la disponibilità economica) trascurando la sfera emotiva. Per uno sviluppo sano del bambino un ambiente ricco di affetti, di sentimenti positivi, è necessario quanto i bisogni materiali.
Nei prossimi paragrafi scoprirete una serie di consigli per imparare a insegnare ai bambini a credere in se stessi.
Autostima: come insegnare ai bambini a credere in se stessi

1) Dedicategli del tempo, non trascurarli!
Anche se sono piccoli i bambini si accorgono anche delle minime sfumature. Credete che comprargli 1000 giochi possa bastare? I bambini hanno bisogno, di attenzioni vere, di tempo da trascorrere in loro compagnia. Gli oggetti sono dei semplici “contentini”, la gioia che ne deriva è fittizia e svanisce più in fretta di quanto pensiate.

giovedì 17 marzo 2016

mercoledì 16 marzo 2016

I figli seguono il nostro esempio, non i nostri consigli

madre e figlia feliciLa maggior parte dei bambini ascolta quello che diciamo, alcuni fanno persino quello che diciamo, ma tutti i bambini fanno quello che facciamo noi 
Il ruolo di genitori è uno dei più complicati che si possano svolgere durante l’arco della vita dato che avere un figlio implica, tra le tante cose, una felicità estrema ed uno sforzo costante per la sua educazione e la sua crescita in quanto persona. In quanto padre o madre, la vostra figura sarà probabilmente il maggior punto di riferimento per vostro figlio.
Di fatto, vi renderete conte che, man mano cresca, vostro figlio cercherà di imitare le vostre condotte e potrà persino essere cosciente di vostri modelli di comportamento che non sapevate di possedere e nei quali, all’improvviso, vi vedete riflessi. Essere un genitore vuol dire essere d’esempio affinché i figli possano essere sufficientemente consapevoli da plasmare i propri modelli di vita.
Gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza sono decisivi
L’infanzia e l’adolescenza  presentano tante sfide sia per i bambini sia per il loro genitori. È così perché sono le fasi in cui la persona inizia ad inserirsi attivamente nella famiglia, a conoscere abitudini e culture specifiche, a forgiare quello che possono essere i propri valori e principi futuri.madre e figlia di spalle che si abbracciano
Per questo motivo, la disciplina, accompagnata alla genetica posseduta da vostro figlio, è molto importante. Questa educazione, inoltre, proviene dai genitori, dagli amici che più in là il bambino conoscerà a scuola, dai suoi professori, etc. Quello che vostro figlio vedrà in queste cerchie sociali sarà quello di cui si impregnerà, attraverso esempi da seguire.
Il consiglio deve essere accompagnato dall’azione
I bambini osservano tutto, pertanto quello che dite deve essere accompagnato da un’azione rappresentativa: se, come genitore, gli date qualche consiglio , ma fate l’opposto, probabilmente vostro figlio farà più attenzione a quello che fate piuttosto che a quello che dite. Saranno molte le occasioni in cui vostro figlio vi recriminerà di non predicare con l’esempio, cosa che vi aiuterà anche a rendervi conto delle vostre debolezze e dei vostri difetti.
“La parola convince, ma l’esempio trascina. 
Non ti preoccupare se i tuoi figli non ti ascoltano
 ti osservano tutto il giorno.”
-Madre Teresa di Calcutta"
In questo modo, la coerenza è la base di quello che potete insegnare a vostro figlio: se capisce che quello che ascolta e vede sono coerenti, probabilmente inizierà a forgiare la sua personalità e la sua psicologia a partire da questo e così anche in futuro. Vostro figlio vi ammira e vi vede come il proprio specchio nel quale può riflettersi quando ha qualche dubbio, da qui deriva la sfida e lo sforzo di un genitore.

domenica 13 marzo 2016

REPORTAGE Come insegnare la letteratura a scuola?




Claudio Giunta, insegnante e saggista
Càpita che gli studenti del primo anno di lettere non abbiano letto più di tre o quattro libri seri in vita loro, che non sappiano come finiscono I promessi sposi (si sposano? Non si sposano? Muoiono una sulla tomba dell’altro?) o la Commedia(vede Dio? Non lo vede? Lo vede “in un certo senso”?), però sanno quasi sempre che cos’è una metonimia (o sineddoche). È “la parte per il tutto”: bere un bicchiere, fare quattro passi. La maggior parte sa anche che cos’è un’anadiplosi, un poliptoto; i più studiosi arrivano alla prosopopea, all’ipallage.