"Aspettarsi che tutti i bambini,della stessa età,imparino allo stesso tempo,usando gli stessi materiali...è come aspettarsi che tutti i bambini della stessa età,indossino allo stesso tempo la stessa taglia di vestiti."
COLLABORANO A QUESTO SITO:
Dott.ssa in Giurisprudenza Priscilla Scicolone (Luiss Roma)
Dott.ssa in Psicologia Anna La Guzza (Milano)
Docente Universita' Tor Vergata Prof.Aurelio Simone (Roma)
Docente Universita' di Venezia Prof. Enrico Cerni (Venezia)
Dott. Psicoterapeuta Onofrio Peritore (Licata)
Dott. in Psicologia clinica Scicolone Rosario (Lumsa Roma)
Dott. ssa in Danzaterapia (Ada Licata D'Andrea Licata)
Dott. Gianluca Lo Presti Esperto in DSA ADHD
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GLI ALUNNI DELLA CLASSE
1^B:Daniele,Arianna,Roberta,VincenzoP.,Hilary,Gemma,Simona,Alessandro R.,Gaetano,Calogero,Francesco,Flavio,AlessandroS.,Serena,Antonino,Antonio,Giorgia,Ferdinando,Alice,Kadija,Alessia,
Karim,Alberto,Vincenzo N.,Edisea,Gabriele. Tutti i genitori degli alunni

Grazie a tutti per la collaborazione

domenica 18 gennaio 2015

Parole dell’anno 2014

Da WOTY a PdA
L’ultima parola della settimana del 2014 scelta da Giuseppe Antonelli per La lingua batte di Radio3 è PdA, acronimo di parola dell’anno e calco dell’inglese WOTY, word of the year. Nel podcast potete ascoltare le parole dell’anno annunciate finora per l’inglese, la lingua che ha fatto nascere questa tradizione, e per alcune altre lingue.
Selfie parola dell’anno: 2013 in inglese, 2014 in italiano
I lettori di Repubblica hanno scelto selfie come parola dell’anno 2014, preferendola a ebolae Jobs Act e altre nove parole selezionate dal linguista Massimo Arcangeli:


Dettagli in Tutte le sfumature del “selfie”, parola dell’anno 2014 con molti esempi dineologismi inglesi modellati su selfie, forse poco noti ai lettori italiani ma che hanno già ricevuto molta attenzione in inglese grazie a Selfie parola dell’anno 2013.
Credo che selfie sia rilevante anche perché in breve tempo ha già subito alcunicambiamenti di significato. Ne ho parlato lo scorso aprile in Da selfie a selfare / selfarsi, dove potete trovare anche altri neologismi come metaselfie, selfista e selfie stick.

Parole in evidenza nei media nel 2014

Stefania Spina ha confrontato più di 60.000 articoli di giornale pubblicati nel 2014 con 180.000 articoli pubblicati nel 2012 e nel 2013 e ha ricavato il contributo lessicale specifico del 2014 per quel che riguarda cronaca (mondiali, baby squillo, ebola, alluvioni…), notizie dal mondo (Isis, Ucraina, sanzioni, decapitazione…), politica italiana(renziani, renzismo, bonus, riforme, spending review…), parole quotidiane (tweet, genitori, ex di vario genere…). È un’analisi statistica molto interessante, che potete leggere in Selfie, patto e stress: le parole-chiave del 2014 secondo i giornali.
Parole e neologismi dell’anno nel blog
Alcune delle parole scelte da Repubblica che ho descritto anch’io nei mesi scorsi:
Dai fuchi ai droni (origine del nome e note sulla sua pronuncia)
L’evoluzione di spending review (da anglicismo a pseudoprestito)
Ebola: interferenze dell’inglese (i media sbagliano quando omettono l’articolo)
Get your [Jobs] Act together! (il primo di alcuni post su un anglicismo non giustificato)

Altre parole che si sono fatte notare nel 2014:

♦ Politica: ghigliottina e tagliola e canguro
♦ Cronaca: bomba d’acqua e accometaggio
♦ Tecnologia: [dispositivi] indossabili, tra cui Apple Watch
♦ Parole recenti ma già in evoluzione: non solo selfie ma anche hashtag.
La mia personale parola dell’anno è inglese farlocco, tag per il blog e hashtag per Twitter che ho cominciato a usare qualche mese fa per descrivere brevi comunicazioni o nomi destinati a un pubblico italiano ma scritti esclusivamente in inglese poco idiomatico o addirittura errato però facilmente comprensibile o riconoscibile, tanto che ogni spiegazione italiana viene ritenuta superflua. Un esempio tipico è Jobs Act.

                                                                                                                                  Licia Corbolante