"Aspettarsi che tutti i bambini,della stessa età,imparino allo stesso tempo,usando gli stessi materiali...è come aspettarsi che tutti i bambini della stessa età,indossino allo stesso tempo la stessa taglia di vestiti."
COLLABORANO A QUESTO SITO:
Dott.ssa in Giurisprudenza Priscilla Scicolone (Luiss Roma)
Dott.ssa in Psicologia Anna La Guzza (Milano)
Docente Universita' Tor Vergata Prof.Aurelio Simone (Roma)
Docente Universita' di Venezia Prof. Enrico Cerni (Venezia)
Dott. Psicoterapeuta Onofrio Peritore (Licata)
Dott. in Psicologia clinica Scicolone Rosario (Lumsa Roma)
Dott. ssa in Danzaterapia (Ada Licata D'Andrea Licata)
Dott. Gianluca Lo Presti Esperto in DSA ADHD
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GLI ALUNNI DELLA CLASSE
1^B:Daniele,Arianna,Roberta,VincenzoP.,Hilary,Gemma,Simona,Alessandro R.,Gaetano,Calogero,Francesco,Flavio,AlessandroS.,Serena,Antonino,Antonio,Giorgia,Ferdinando,Alice,Kadija,Alessia,
Karim,Alberto,Vincenzo N.,Edisea,Gabriele. Tutti i genitori degli alunni

Grazie a tutti per la collaborazione

venerdì 31 ottobre 2014

FILASTROCCA CONTRO LA PAURA



LA PAURA E’ COSA SCURA
CHE TI BLOCCA L’ANDATURA
CHE TI TAPPA BOCCA E OCCHI
E TI LEVA DAGLI ABBRACCI.
MA SE DEL CUOR CONOSCI IL SUONO
SARAI FORTE PIU’ DEL TUONO
AVRAI OCCHI BEN APERTI
PIEN D’AMORE E DI SPERANZA CERTI !!!!

(Filastrocca laura Ferraresi Illustrazioni Diane Duda)


domenica 26 ottobre 2014

La commemorazione dei defunti in Sicilia: insieme di tradizioni risalenti ai primi riti pagani

01
Chiamasi ‘íornu di li morti’, la giornata del 2 novembre, che tradizionalmente si fa risalire, in tutta Italia, alle commemorazione dei defunti. Il primo a parlarne fu Giuseppe Pitré, nel suo “Biblioteca delle tradizioni popolari Siciliane”. Secondo la tradizione, nella notte tra il 1 e il 2 novembre, i morti in Sicilia si risvegliano per andare a rubare giocattoli, vestiti, cibarie ai personaggi più ricchi della città, allo scopo di donare la refurtiva ai loro cari che in quell’anno si sono dimostrati buoni, in particolar modo ai bambini. La mattina seguente era usanza dunque, ritrovarsi tutti presso i numerosi mercati e fiere di vario genere, che nacquero spontanee in tutta la Sicilia. A Palermo si usava presentarsi alla Vuccirìa, lo storico mercato che serviva all’acquisto delle ‘cosi di morti’, ovvero i doni o le strenne che per tradizione venivano donate dai morti, e che più semplicemente, il 2 di novembre, vengono svelati ai bambini come ‘doni dei vivi’. Da qui derivò l’espressione locale «Sapiri la Vucciria», frase che appunto svelava la verità sulle ‘cose di morti’.
Oltre a giocattoli di ogni sorta, era usanza regalare scarpe nuove arricchite con dolcetti della tradizione, ancora oggi in uso: come i crozzi 'i mottu (‘le ossa di morto’) o ‘i pupatelli’, biscotti ripieni di mandorle tostate, i nucatoli e i taralli rivestiti di glassa di zucchero; oggi, sulle tavole dei siciliani non mancano anche la frutta secca ed esemplari di frutta martorana, ovvero dolcetti di pasta di mandorle, decorati e scolpiti in forma di frutta, che a Palermo vengono allestiti su enormi cesti assieme alle primizie della stagione.
Tipici dolci della tradizione sono anche i cosiddetti ‘Pupi ri zuccaru’, delle vere e proprie statuine a base di zucchero, elaborate in diverse forme, o ritraenti figure tradizionali come quelle dei Paladini, dipinte con coloranti alimentari. A Palermo, questi dolcetti prendono il nome di ‘pupi a cena’ perché venivano offerti da un nobile arabo caduto in disgrazia, ai suoi ospiti; lo zucchero, un alimento economico ma particolarmente nutriente, forniva così un ottimo rimedio alla mancanza di una vera e propria cena.
In Sicilia infatti, si pensa che i morti escano dai loro loculi per entrare in città, proprio nella notte tra il 1 e il 2 di novembre; i luoghi preferiti dalle anime erano per lo più i cimiteri entro i conventi dei Cappuccini. A Cianciana, in provincia di Agrigento, i morti risorgono in prossimità dal Convento di Sant’Antonino dei Riformati, tramite il quale entrano nella città attraversando la piazza, per giungere fino al Calvario. Secondo l’usanza diffusa a Casteltermini, in provincia di Agrigento, il viaggio non è annuale, ma viene compiuto dai morti ogni sette anni, attorno alle mura della città. Il 2 di novembre, i palermitani andavano dunque a visitare le Catacombe dei Cappuccini, poste nei pressi di Porta Nuova, dove per antica usanza le salme venivano disposte in panni neri, e poi esposte alle pareti per mostrarle agli occhi dei congiunti. Ad Acireale, i morti girano avvolti nel lenzuolo funebre e calzari di seta; in provincia di Palermo, a Partinico, i morti girano a piedi scalzi, avvolti in un lenzuolo, con ceri votivi nelle mani, mentre a Milazzo si dice che tengano stretta tra le dita una piccola croce, che usano per cavare gli occhi dei bambini curiosi. A Catania invece i morti risorgono recitando il rosario.
Nella città di Vicari, in provincia di Palermo, i morti vanno in processione, ma non portano nessun regalo, compito invece che è stato affidato dalla tradizione, alla Vecchia di Natale. Presso il comune di Salaparuta, in provincia di Trapani, i morti non sempre entrano nelle case, ma lasciano doni presso le porte e le finestre, perlopiù dentro le scarpe o nei cosiddetti ‘cannistri’. A proposito di scarpe: nella zona dell’Etna era uso, la sera del 1 novembre, 'apparanu li scarpi’, ovvero mettere le proprie scarpe in mostra affinché i morti potessero riporvi all’interno i propri doni; la mattina dopo, le vecchie scarpe sparivano, sostituite da quelle nuove o da modellini in zucchero, mentre i bambini cattivi le ritrovavano invece riempite con la cenere.
Durante le celebrazioni dei morti, è ancora uso, in Sicilia, mangiare le fave, o piatti a base di fave, come il famoso macco, crema di fave e altri legumi, nata presso il comune di Raffadali, in provincia di Agrigento, e ancora oggi particolarmente amata e diffusa in tutta la regione, dove non viene preparata ormai più solo per le celebrazioni del 2 novembre; a Vicari ad esempio, si era soliti donare un mucchietto di fave ai più poveri del paese. E poi ancora, il primo lunedì di ogni mese le famiglie agiate erano solite preparare gli ‘armuzzi’, pagnotte lavorate a rappresentanza delle anime del Purgatorio. In alcune parti della Sicilia, si prepara ‘la muffoletta’, una pagnotta di pane ‘cunzata’ con olio, sale, pepe e origano, filetti di acciuga sott'olio e qualche fettina di formaggio primosale. Presso Palazzo Adriano, le fave venivano offerte ai poveri in cocci di terracotta, mentre ad Acireale, il popolo era solito mangiare ‘li favi 'n quasuni’, fave senz'occhio bollite, usanza questa diffusa anche a Palermo, nel XVIII secolo. Secondo gli Antichi, le fave contenevano le anime dei loro cari defunti, e costituivano al tempo stesso un dono commemorativo ad essi; stesso discorso si intende oggi per i dolcetti che vengono posti nelle scarpe e nelle case, la notte tra l’1 e il 2.
Nell’Antichità si soleva infatti offrire a commemorazione di una perdita, dei banchetti che venivano allestiti direttamente nei cimiteri, in prossimità delle tombe dei propri cari; un’usanza che venne proibita da Sant’Ambrogio, ma che in Sicilia è ancora in voga, anche se in forma privata.

La Frutta Martorana e i dolci siciliani della Commemorazione dei Defunti

La frutta di Martorana è un dolce tipico della Sicilia realizzato a base di pasta di mandorle, a cui viene data la forma di frutto, a volte anche di ortaggi o pesci, e poi dipinta tramite l’uso di coloranti alimentari.
01È un dolce antichissimo, che viene preparato ancora oggi in occasione delle celebrazioni dei morti, e che veniva una volta realizzato presso i monasteri, in particolare presso il monastero benedettino di Santa Caterina, sito in Palermo, e il convento della chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio. Questo particolare dolce, semplice e saporito, è infatti soprattutto tipico della provincia di Palermo, ed in seguito si è diffuso nell’agrigentino e nel trapanese. Il suo nome deriva da Eloisa Martorana, nobildonna del Medioevo, che nel 1194 fondò la chiesa della Martorana, oggi conosciuta come chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio. La frutta veniva preparata dalle suore del monastero in occasione della visita di un alto prelato del tempo. Il giardino, che quell’anno era spoglio di primizie, venne così abbellito da dolci a base di farina di mandorle e zucchero, un’idea che piacque così tanto all’alto prelato, che la frutta prese anche il nome di pasta reale.
Oggi viene realizzata per le celebrazioni del 2 novembre, e viene spesso regalata in cesti, i tradizionali ‘cannistri’, assieme alla frutta secca, dono dei cari estinti ai familiari superstiti. In Sicilia infatti si crede che nella notte tra il 1 e il 2 novembre, i morti tornino alla città e lascino dei regali ai propri cari, soprattutto dolci, tra cui la frutta martorana, oggi emblema della regione assieme al cannolo, nonché prodotto agroalimentare tradizionale tipico (P.A.T.), iscritto nelle liste del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.
Altra preparazione tipica siciliana della Commemorazione dei Defunti, sono le ‘ossa di morto’, biscotti semplici con un impasto a base di zucchero, farina e albume d’uovo aromatizzato con chiodi di garofano; vengono chiamate anche “Paste di Garofano” e sono molto simili ai dolci che vengono preparati nel senese, in Piemonte, in Lombardia e in provincia di Venezia.
Alla famiglia della pasta reale siciliana, appartengono invece le ‘Dita d’Apostolo’, dolce a forma di mano a base di pasta all’uovo che viene riempito con una semplice crema di ricotta e panna; e i ‘Pupi ri zuccaro’ o ‘pupaccena’, statuine di zucchero colorate volte a rappresentare i dipartiti o figure tradizionali come i Paladini.
È tradizione europea ma soprattutto italiana, realizzare dolci, in particolare biscotti secchi, per le celebrazioni dei defunti; normalmente in forma di mano o dita, ma anche di ossa, hanno il compito di evocare proprio la figura del caro scomparso. A questa tradizione appartiene il pane a forma di due mani intrecciate, che viene servito in Sicilia, o il “Pane dei Morti” lombardo, composto da ostie sormontate da panini dolci arricchiti con frutta candita.
Un’altra tradizione vuole che durante la giornata del 2 novembre vengano servite delle fave, che sin dall’Antichità venivano identificate come il luogo in cui veniva custodita l’anima del caro deceduto. È forse per questo motivo che sono nate le “fave da morto” o “fave dolci”, pasticcini alla mandorla di forma ovoidale, che in Lombardia, Marche e Umbria vengono serviti con una decorazione di zucchero a velo; simili alle “favette dei Morti”, dolci sia croccanti che morbidi a base di mandorla, diffusi un po’ in tutto il Nord-Est d’Italia. Un’altra tradizione vuole la realizzazione anche di preparazioni a forma di cavallo, come i “Cavalli”, grosse pagnotte di pane del Trentino-Alto Adige, probabilmente legate ai festeggiamenti che ricadono sotto i riti pagani dedicati a Proserpina.

giovedì 23 ottobre 2014

Educazione, 7 frasi che spiazzano i bambini e ti fanno ottenere ciò che vuoi

disciplina
Dare regole ai bambini non è facile. E soprattutto alcune sono irrealistiche, come ad esempio la regola "non litigare con tua sorella".  Barbara Rowley, del sito americano parenting.com ha invece identificato 7 regole fattibili e che sembrano davvero efficaci. Leggi anche: Bambini, come insegnare il rispetto delle regole
 
1) "Fai pure chiasso o i capricci ma ... da un'altra parte"
Urla, canti a squarciagola, giochi ad alta voce... sono i rumori normali dove ci sono bambini sani e vivaci. Ma in certi momenti il frastuono può diventare insopportabile, oppure dovete fare una telefonata o state parlando con qualcuno... Ma è inutile vietargli di far rumore, meglio suggeritegli di andare a cantare, urlare, miagolare da un'altra parte. ...

mercoledì 22 ottobre 2014

Le Catacombe del Mistero di Alessia Franco

copertina il mistero delle mummie
Le mummie non parlano, si sa, allora come mai a Palermo, nelle Catacombe dei Cappuccini, non riescono proprio a stare zitte? Dario e Giada si incontralo lì per caso e, insieme, iniziano un incredibile viaggio nel tempo attraverso i racconti di uomini e donne vissuti tanti anni fa. Poi, all'improvviso, ecco la voce di una bambina che ha assolutamente bisogno del loro aiuto…
Un viaggio bizzarro e avvincente nel tempo e nella storia, tra testimonianza e immaginazione. “Le catacombe del mistero” è il testo che apre la nostra nuova collana di narrativa per ragazzi, diretta da Giorgio Di Vita.
Quante sorprendenti verità potrebbero venire a galla se le mummie di un cimitero decidessero di rompere il secolare silenzio che le avvolge e di mettersi a raccontare le proprie memorie? "Le catacombe del mistero" ci narra la straordinaria esperienza di Dario e Giada, un giovane ricercatore universitario e una bimba ricciolina e testarda, all’interno delle Catacombe dei Cappuccini di Palermo, un luogo simbolo della città e della sua storia, tanto macabro e spettrale quanto suggestivo.
Insieme, Dario e Giada incontreranno tanti incredibili personaggi: il saggio Fra' Silvestro, sempre preso dai suoi acciacchi, la Signora-Moglie e il Signor-Marito, con i loro battibecchi, il gigante buono Bartolomeo Megna, l'aristocratico Uomo-Falena, la piccola Rosalia (e il suo misterioso imbalsamatore, Alfredo Salafia), il "dongiovanni" Antonino Prestigiacomo, i sempre vigili soldati Paolo Ragona e Giulio Enea e l'elegante vescovo di Ermopoli, Agostino Franco.
Personaggi buffi e stravaganti, incontri inaspettati e vicende curiose, prima fra tutte quella della piccola Rosalia, morta di polmonite all’età di due anni: un’avventura che prende spunto dalle ricerche di Dario Piombino-Mascali, curatore delle Catacombe dei Cappuccini, ma anche dalla storia e dalle tradizioni siciliane, in cui vita e morte si completano a vicenda e in armonia, nella consapevolezza che siamo tutti parte dello stesso racconto.
Tutti sanno che le mummie non parlano. Ma a Palermo, c'è un luogo misterioso e affascinante chiamato "Le Catacombe dei Cappuccini" e le mummie che lo abitano proprio non ce la fanno a stare zitte…
L'autrice: Alessia Franco (Palermo, 1976) si è laureata in Scienze della Comunicazione presso l’Ateneo cittadino nel 2001. Giornalista professionista dal 2002, si occupa di cultura, spettacolo e costume. Ha inoltre collaborato con numerose emittenti radiofoniche e televisive. Cura diversi uffici stampa, tra cui quello delle Catacombe dei Cappuccini di Palermo. Con questo suo secondo libro debutta come narratrice per l’infanzia.
«L’autrice del romanzo – dichiara l’editore Ottavio Navarra – affronta con delicatezza e col sorriso sulle labbra un tema, come quello della morte, che a prima vista può sembrare anomalo collegare all’infanzia. I giovani lettori, però, saranno affascinati dagli stravaganti personaggi e guidati ad affrontare le paure naturalmente legate alla crescita».

billy o bullo!!!


«Duet», il nuovo corto di Glen Keane, il disegnatore della Disney

«Duet», il nuovo corto di Glen Keane, il disegnatore della Disney (La Sirenetta, Tarzan e la Bella e la Bestia), presentato alla conferenza annuale di Google, fa impazzire la rete... Un gioiellino!

martedì 21 ottobre 2014

tredici genomi per 5000 anni di preistoria europea



Tredici genomi per 5000 anni di preistoria europea
Per le antiche popolazioni dell'Europa centrale, l'inizio del Neolitico, dell'Età del Rame e dell'Età del Bronzo fu accompagnato da altrettanti cambiamenti genomici, segno che le innovazioni materiali furono associate al mescolamento di popolazioni diverse. E' quanto emerge dal sequenziamento di 13 genomi di individui vissuti nell'arco di 5000 anni, che mostra inoltre che in queste popolazioni la pelle divenne più chiara tra 19.000 e 11.000 anni fa, e la capacità di digerire il latte negli adulti comparve solo con l'Età del bronzo ...
http://www.lescienze.it/news/2014/10/21/news/analisi_genomi_europei_5000_anni_preistoria-2339556/

lunedì 20 ottobre 2014

La strage di Gorla

ACCADDE OGGI
20 OTTOBRE 1944
La strage di Gorla o piccoli martiri di Gorla sono le denominazioni con cui vengono chiamate le conseguenze di un bombardamento aereo degli Alleati che colpì la scuola elementare "Francesco Crispi" di Milano nel quartiere di Gorla, il 20 ottobre 1944, durante la seconda guerra mondiale provocando la morte di 184 bambini e l'intero corpo docente.
 
 
                                                    https://labuonascuola.gov.it/
Logo La Buona Scuola

sabato 18 ottobre 2014

DA CITTA' DELLA SCIENZA A NAPOLI: PREMIAZIONE DEL CONCORSO "VOCIVIVACI"


LA FRASE DEL GIORNO

Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito... perché la lettura è un'immortalità all'indietro. 
Umberto Eco

venerdì 17 ottobre 2014

Oggi è la ‪#‎GiornataProGrammatica‬! Metti una virgola, salva una nonna!




 

OGGI E' LA GIORNATA PROGRAMMATICA

Collegamento permanente dell'immagine integrata
Tema di quest'anno, la punteggiatura.
 

‪#‎GiornataProGrammatica‬ - Quanto conosci la grammatica italiana?

 
La lingua italiana è armoniosa, ma altrettanto difficile e glierrori in cui si può incappare sono tanti.
Ecco qui, allora, quelli più comuni e penalizzanti, che vi conviene evitare una volta per tutte!


mercoledì 15 ottobre 2014

LA MIA MERAVIGLIOSA LICATA, CITTA' DI MARE

 
 
  15ottobre 2014

http://www.focus.it/cultura/storia/la-nascita-del-premio-nobel-una-storia-di-armi-strafalcioni-e-ripensamenti

La nascita del Premio Nobel: una storia di armi, strafalcioni e ripensamenti

Com'è nato il Premio Nobel? Neppure il migliore degli sceneggiatori avrebbe potuto inventare una storia simile. Alfred Nobel, inventore della dinamite e mercante di armi, ebbe un'illuminazione il giorno in cui lesse il suo necrologio.

nobel      
      Alfred Bernhard Nobel (1833-1896).
 IL MERCANTE DELLA MORTE (NON) È MORTO

martedì 14 ottobre 2014

Thomas Alva Edison

Thomas Alva Edison  è stato un inventore statunitense.
Edison fu  tra le "100 persone più importanti negli ultimi 1000 anni", evidenziando che la sua lampada ad incandescenza "illumina il mondo".
La lampada a incandescenza è una fonte luminosa artificiale, funzionante sul principio dell'irraggiamento di fotoni generato dal surriscaldamento di un elemento metallico.
 

lunedì 13 ottobre 2014

I NOBEL PIÙ POPOLARI

Secondo il sito del Nobel ecco la top ten dei Nobel per la Fisica.
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195 SCIENZIATI hanno vinto il premio Nobel per la Fisica dal 1901 al 2013.
 
2 DONNE soltanto (sigh) hanno vinto questo riconoscimento.Marie Curie nel 1903 e Maria Goeppert Mayer nel '63

1 DOPPIO VINCITORE. John Bardeen ha vinto per due volte il premio Nobel per la Fisica. Nel 1956 per gli studi sul transistor e nel 1972 per la teoria fondamentale della superconduttività ordinaria.
 
55 è l'età media dei vincitori nell'anno in cui hanno vinto
 
25 ANNI: è l'età del più giovane vincitore, Lawrence Bragg che ricevete il Nobel insieme al padre nel 1915. Bragg è assoluto il più giovane vincitore del Nobel, non solo di quello per la Fisica.
 
88 ANNI: è l'età del più anziano vincitore, Raymond Davis Jr. che vinse nel 2002.
 
4 NOBEL ITALIANI. Guglielmo Marconi, nel 1909 a soli 35 anni; Enrico Fermi nel 1938 a soli 37 anni; Emilio Segrè nel 1959; Carlo Rubbia nel 1984.
 

Il Nobel per la Fisica 2014 agli inventori dei LED a luce blu


Isamu Akasaki, Hiroshi Amano e Shuji Nakamura, premi Nobel per la Fisica 2014 per l'invenzione dei LED a luce blu. L'immagine è quella ufficiale del Nobel. Avete notato la presenza insistente del colore blu?

Il Nobel per la Fisica 2014 va a tre ricercatori giapponesi, Isamu Akasaki, Hiroshi Amano e Shuji Nakamura per l'invenzione dei LED blu. Un invenzione di 20 anni fa che ha rivoluzionato l'illuminazione. Ci ha dato le lampadine a LED... e li troviamo anche negli schermi delle Tv. La notizia, così come è stata annunciata...

Nobel agli studi sul nostro Gps interno

L'inglese-americano John O'Keefe e i coniugi norvegesi May-Britt ed Edvard Moser si dividono il premio, per aver chiarito come il cervello si orienta nello spazio

L'Accademia reale di Stoccolma ha assegnato il premio Nobel per la medicina e la fisiologia a tre scienziati che hanno chiarito i meccanismi neurali alla base della nostra capacità di orientarci nello spazio. I tre premiati sono John O'Keefe, neuroscienziato dello University College di Londra, e la coppia norvegese formata da May-Britt ed Edvard Moser, fondatori del Kavli Institute di Trondheim, prestigioso centro di ricerca sui circuiti neurali e le basi nervose del comportamento.
 
DOVE MI TROVO? Nato negli Usa da una famiglia di immigrati irlandesi, O'Keefe ha svolto quasi tutta la sua carriera universitaria a Londra e qui, nel 1971, ha individuato per la prima volta i “neuroni di posizione” (place cell), la cui attività è direttamente ..

Perché l’acqua calda congela prima di quella fredda?

corbis-42-22018256È il cosiddetto effetto Mpemba, dal nome dello studente della Tanzania, Erasto Mpemba. Nel 1963 notò che un impasto per fare il gelato congelava prima se era tiepido che se era freddo. Anni più tardi Erasto si iscrisse all’università, alla facoltà di fisica, e pose la domanda a un suo docente. Insieme, nel 1969, scrissero una pubblicazione scientifica che spiegava il fenomeno.
[Rinfrescati con un po' di iceberg: numeri, curiosità e utilizzi strani]

Fenomeno complesso
L’effetto Mpemba è il risultato di diversi fattori, non tutti ancora chiariti. Certamente, contribuisce il fatto che, al contrario dell’acqua fredda, quella calda evapora e quindi, dopo un certo tempo, la quantità che deve congelare diminuisce. Inoltre, l’acqua fredda contiene più gas disciolti, e la presenza di queste sostanze tende a far abbassare la temperatura alla quale inizia il congelamento, rallentando il processo. ..

http://www.focus.it/scienza/scienze/perche-lacqua-calda-congela-prima-di-quella-fredda

L’acqua è trasparente, perché il ghiaccio no?

È tutta questione di fisica e dipende da molti fattori.

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In generale, la formazione di un cubetto di ghiaccio avviene dall'esterno verso l'interno e quindi dell'acqua liquida rimane inizialmente intrappolata in un involucro duro. Via via che la solidificazione procede, l'acqua interna aumenta di volume ma, non riuscendo a espandersi per via delle pareti di ghiaccio che la circondano, forma piccole crepe che fanno apparire il cubetto di un colore biancastro non uniforme. In qualche caso, il colore del ghiaccio dipende anche dai minerali che sono disciolti nell'acqua.
 
GHIACCIO BLU. Il colore azzurro intenso dei ghiacciai dipende invece dal fatto che la neve che si deposita sulla superficie, e poi solidifica, contiene molti spazi pieni di aria. Quando il ghiacciaio si muove, l'aria si libera modificando la struttura dei cristalli, che diventano blu. Il ghiaccio trasparente, che si vede a volte nelle pubblicità, è invece un composto sintetico (quasi sempre metacrilato).