"Aspettarsi che tutti i bambini,della stessa età,imparino allo stesso tempo,usando gli stessi materiali...è come aspettarsi che tutti i bambini della stessa età,indossino allo stesso tempo la stessa taglia di vestiti."
COLLABORANO A QUESTO SITO:
Dott.ssa in Giurisprudenza Priscilla Scicolone (Luiss Roma)
Dott.ssa in Psicologia Anna La Guzza (Milano)
Docente Universita' Tor Vergata Prof.Aurelio Simone (Roma)
Docente Universita' di Venezia Prof. Enrico Cerni (Venezia)
Dott. Psicoterapeuta Onofrio Peritore (Licata)
Dott. in Psicologia clinica Scicolone Rosario (Lumsa Roma)
Dott. ssa in Danzaterapia (Ada Licata D'Andrea Licata)
Dott. Gianluca Lo Presti Esperto in DSA ADHD
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GLI ALUNNI DELLA CLASSE
1^B:Daniele,Arianna,Roberta,VincenzoP.,Hilary,Gemma,Simona,Alessandro R.,Gaetano,Calogero,Francesco,Flavio,AlessandroS.,Serena,Antonino,Antonio,Giorgia,Ferdinando,Alice,Kadija,Alessia,
Karim,Alberto,Vincenzo N.,Edisea,Gabriele. Tutti i genitori degli alunni

Grazie a tutti per la collaborazione

martedì 23 febbraio 2016

7 qualità dell’insegnante di sostegno

insegnante di sostegno

1) Sorridente
Portare la felicità, strappare una risata e un abbraccio, devono essere la dote più importante nel nostro lavoro; conquistiamo i bambini trasmettendo loro voglia di fare e di imparare e loro ci ricambieranno con mille soddisfazioni: dopotutto, l’apprendimento passa proprio attraverso le emozioni, no?

2) Elasticità
Molti insegnanti di sostegno sanno bene che possiamo esserci preparati la lezione della nostra vita per quel determinato giorno ma, se l’alunno che seguiamo proprio quel giorno è di luna storta, non ci si può fare proprio niente. Elasticità significa sapersi adattare al momento, abbandonare i progetti che ci eravamo preposti e saper inventare piccole lezioni/attività improvvisate per riuscire a lavorare anche solo 10 minuti.

3) Sostenere con discrezione
Non c’è cosa peggiore dell’insegnante di sostegno incollato al bambino; va a prendere il caffè con lui, lo accompagna in bagno anche se non necessario, gli dà la mano continuamente in fila o mentre è insieme ai compagni ecc. mai visti??? Io sì e mi vien da dire, bell’inclusione! Cerchiamo di essere discreti nel nostro sostegno: dobbiamo essere presenti quando il bambino lo chiede, nei momenti della didattica più impegnativa, ma dobbiamo sapere mantenere le distanze in tutte le altre occasioni, soprattutto nei momenti ricreativi; siamo assegnati alla classe non solo al bambino!

4) Capacità di collaborazione
Ancor più che in altri lavori, l’insegnante di sostegno deve saper collaborare e interagire positivamente con i colleghi; è un aspetto importantissimo non solo nei confronti del bambino e di tutta la classe ma anche per la “sopravvivenza” degli stessi insegnanti: il docente di sostegno è in perenne compresenza con qualche altro insegnante e, se le cose non vanno bene, lavorare diventa una sofferenza. Alzi la mano chi si è trovato costretto a uscire dalla classe con il bambino per poter sopravvivere nelle piccole giungle quotidiane!.

5) Conoscenza del computer come strumento compensativo

Sapere dove trovare giochi didattici, schede e attività on-line è un gran vantaggio nel lavorare con i bambini che hanno bisogno di esercitarsi molto sulle stesse attività, soprattutto quando i libri di scuola sembrano essere sempre più ristretti.

6) Conoscere a fondo il proprio ruolo
Durante gli incontri con gli esperti ci viene richiesto di attuare metodologie proprie di fisioterapisti, logopedisti, psicologi comportamentali ecc.; dobbiamo essere un sostegno per la famiglia che dimostra difficoltà interne o bisogno di comunicare; ci chiedono di portare ai servizi i bambini non autonomi come fossimo assistenti alla persona, e chi più ne ha più ne metta. Tutte queste richieste possono farci confondere e dimenticare il nostro ruolo: noi siamo insegnanti di classe esperti nell’inclusione di tutti i bambini con difficoltà.

7) Competenze e conoscenze teoriche
Lo studio e la preparazione di stampo sociologico, psicologico e pedagogico, sono fondamentali nell’insegnamento in generale, non solo per il sostegno. Diffidate dal “quell’insegnante è bravo, ha tanta esperienza” perché l’esperienza senza preparazione può valere ben poco. Nel sostegno, poi, dobbiamo essere sempre pronti a studiare e a imparare cose nuove: nuovi alunni assegnati, patologie mai incontrate, innovazioni interessanti nelle metodologie didattiche ecc.